Anoressia, bulimia, binge eating: come guarire?

Anoressia, bulimia, binge eating: come guarire?

In che modo accorgersi che una persona cara soffre di un disturbo dell’alimentazione? Come fare a capire se nostra figlia soffre di bulimia o anoressia o binge eating? Disturbi dell’alimentazione come quelli appena descritti colpiscono, in un caso su dieci, già nella pre-adolescenza. In questo articolo descriveremo alcuni tra i disturbi più comuni e soprattutto ti indicheremo cosa fare in presenza di queste patologie.

Che cosa sono i disturbi alimentari e chi colpiscono

I disturbi alimentari, o disturbi del comportamento alimentare, sono patologie complesse determinate da condizioni di disagio emotivo e psicologico che portano chi ne è affetto ad avere un’ossessione verso la propria immagine corporea e verso il proprio peso. Come abbiamo scritto QUI, i disturbi alimentari possono compromettere in modo serio la nostra salute: quando l’approccio al modo di mangiare è alterato nelle modalità in cui viene consumato, ovvero nel modo in cui l’organismo è in grado di assimilarlo, in modo tale da compromettere la salute e la normale fisiologia organica, compresi gli aspetti psicologici e relazionali della persona, ci troviamo in presenza di un disturbo dell’alimentazione.

Generalmente i disturbi del comportamento alimentare, detti anche DA o DCA, sono più frequenti nella popolazione femminile. Consideriamo una delle concause la globalizzazione di modelli sociali e di stereotipi, diffusi e favoriti dalle nuove tecnologie digitali, che a partire dagli anni ’90 ha portato ad un incremento di queste patologie tali da parlare di una vera e propria “epidemia sociale”.

I numeri

I DCA nel periodo infantile sono in aumento: parliamo di casi di bambini di 8-9 anni che soffrono di anoressia; in età adolescente sono le femmine a soffrire di più di questo disturbo. I dati parlano chiaro: l’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8-9 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi (dati del MINISTERO DELLA SALUTE); anche per la bulimia nervosa ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100.000 persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini. Nell’anoressia nervosa, il tasso di remissione è del 20-30% dopo 2-4 anni dall’esordio, 70-80% dopo 8 o più anni. Nel 10-20% dei casi si sviluppa una condizione cronica che persiste per l’intera vita.

Binge eating, anoressia e bulimia: che fare?

Entriamo nello specifico di queste patologie e andiamo a descriverne la sintomatologia per saperle riconoscere.

  • Anoressia: i sintomi del paziente affetto da anoressia nervosa sono caratterizzati da un’intensa paura di ingrassare, riduzione del cibo quotidianamente ingerito e alterazioni nel modo in cui il proprio corpo viene percepito.
  • Bulimia: i sintomi della bulimia nervosa comprendono forti preoccupazioni per la magrezza e la presenza di abbuffate (ingestione di un quantitativo di cibo significativamente maggiore del normale). Queste sono seguite da inappropriate condotte compensatorie (una volta a settimana per almeno tre mesi) per prevenire l’aumento di peso (vomito autoindotto, rigida restrizione alimentare con forte abuso di lassativi o diuretici, attività fisica svolta in tempi e modi eccessivi). L’autostima è influenzata in misura eccessiva dal peso e dalla forma.
  • Pica o allotriofagia: si tratta di un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive (carta, legno, cotone, terra etc..). L’ingestione di sostanze non alimentari si deve protrarre per un periodo di almeno un mese.
  • Disturbo da ruminazione: questo disturbo è caratterizzato dal rigurgito della maggior parte dei pasti consumati a causa dell’involontaria contrazione dei muscoli attorno l’addome. Non vi sono sintomi quali conati di vomito, nausea, bruciori di stomaco, odore, o dolori addominali associati al rigurgito, come invece tipicamente accade nei casi di vomito.
  • Binge eating-disorder o disturbo da alimentazione incontrollata: è un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzato da abbuffate analoghe a quelle della bulimia, ma che non vengono seguite da pratiche di eliminazione o compensazione. Chi ne è affetto, quindi, è quasi sempre obeso o in notevole sovrappeso e soffre psicologicamente per questa condizione molto più di persone obese che mangiano in modo non compulsivo.

In che modo trattare questi disturbi?

Il trattamento dei DA richiede certamente del personale sanitario specializzato in tali patologie: L’APPROCCIO INTEGRATO, ovvero la cooperazione di specialisti in varie disciplineNUTRIZIONE, PSICOTERAPIA, OSTEOPATIA, è uno sguardo privilegiato in grado di SUPPORTARE IL NUCLEO FAMILIARE nella gestione delle criticità legate al cattivo rapporto con l’alimentazione. Associare il trattamento psicoterapeutico con quello nutrizionale trova la sua ragione nel fatto che queste patologie sono il risultato di condizioni disfunzionali in cui intervengono fattori fisici e psichici.

Percorso di supporto dei disturbi alimentari dell’infanzia e dell’adolescenza

 

 

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