Diagnostica bioimpedenziometrica

Diagnostica bioimpedenziometrica

Esiste un modo semplice e non invasivo per indagare in pochi minuti lo stato di salute generale di una persona e raccogliere informazioni importanti prima di effettuare qualsiasi accertamento clinico come esami del sangue, radiografie, risonanza magnetica: questa è la diagnostica bioimpedenziometrica.

Diagnostica Bioimpedenziometrica: che cos’è, a cosa serve, come si esegue?

La Bioimpedenziometria è una metodica che analizza la capacità che hanno i tessuti corporei di resistere al passaggio di una corrente debolissima, non percepibile dal sistema sensoriale.

In tal modo si può effettuare l’analisi della resistività biologica dei tessuti stessi, e conoscere sia la composizione corporea qualitativa e quantitativa che lo stato di salute dei tessuti stessi.

Gli strumenti diagnostici più avanzati, studiati e affidabili per effettuare tale indagine sono il sistema Vega e la diagnostica BIA.

Il test Vega è un esame funzionale semplice e ripetibile che consente di accertare se a livello generale esistono problemi di salute in un qualsiasi distretto corporeo, ed in associazione alla indagine clinica consente di valutare se e quando è necessario effettuare approfondimenti diagnostici specifici.

L’analisi bioimpedenziometrica, effettuata con il metodo Vega, studia le informazioni biologiche memorizzate in una cellula, che contiene in sé dati sufficienti a trasmettere in tempo reale notizie sullo stato di salute in tutto il corpo. Come è noto il DNA è lo stesso per tutte le cellule dello stesso organismo, ma ciò che è meno conosciuto è che la matrice cellulare ed extracellulare condividono in ogni momento le informazioni biochimiche provenienti da tutti i sistemi fisiologici del corpo.

Con questo metodo è possibile andare ad individuare quale è la causa primaria e quale è il distretto più colpito, in modo da indirizzare una eventuale cura  alla causa reale e non al sintomo percepito.

Il Vega Test può scoprire ad esempio se le tossine di malattie virali, batteriche, o da funghi (micosi) contratte in passato non sono state ancora eliminate dall’organismo e sono diventate così un fattore di disturbo continuo.

Una delle applicazioni più note della metodica è la ricerca delle intolleranze alimentari: con questa analisi è infatti possibile riscontrare allergie, intolleranze, alterazioni della flora intestinale. È inoltre possibile vagliare l’efficacia di un regime alimentare, ed individuare un rimedio terapeutico efficace per il disturbo eventualmente individuato.

Una utilizzazione molto interessante è quella della scelta della terapia più adatta, la cui efficacia può essere testata ancora prima di iniziare la cura.

Ecco alcuni esempi di quello che può essere verificato con l’analisi bioimpedenziometrica

  •         Allergie ed intolleranze alimentari
  •         Interazioni con metalli pesanti e contaminanti ambientali
  •         Disturbi acuti e cronici di qualunque tipo
  •         Infezioni virali, batteriche o micotiche
  •         Problematiche autoimmuni non definite
  •         Disturbi della pelle: dermatiti, acne ed eczema
  •         Problemi dentali e parodontali
  •         Disturbi dell’apparato respiratorio, osteoarticolare, viscerale, del sistema nervoso centrale e periferico, metabolici
  •         Priorità di intervento (disfunzione primaria e secondaria) dei diversi disturbi
  •         Verifica della compatibilità delle terapie

 

Quali sono i vantaggi di questo tipo di analisi? Sicuramente la semplicità di tempi e costi di indagine; la buona affidabilità e la ripetibilità del test.

Analisi della composizione corporea

L’analisi bioimpedenziometrica della composizione corporea, conosciuta con il suo acronimo inglese BIA, è una delle metodiche più utilizzate in nutrizione clinica ed in medicina funzionale.

Anche questa analisi consente di differenziare la tipologia di tessuti biologici che compongono l’organismo della persona, e ad ogni parametro di resistività è possibile associare un tessuto diverso dato che ad esempio le soluzioni elettrolitiche dei tessuti magri sono ottimi conduttori, mentre osso e grasso sono isolanti, e non sono attraversati dalle correnti.

Attraverso la applicazione di quattro elettrodi, due sulla mano e due sul piede, l’attrezzatura diagnostica misurerà la resistenza e la reattanza del suo corpo.

La qualità della attrezzatura diagnostica è fondamentale in quanto esistono dispositivi decisamente economici per realizzarla che forniscono dati assolutamente non verosimili, mentre i dispositivi più sofisticati sono in grado non solo di rilevare un gran numero di dati in più, ma soprattutto hanno una precisione ed una ripetibilità assoluta. Per questo è indispensabile di disporre di un dispositivo multifrequenziale, autocalibrante ed un software dedicato di qualità clinica.

Questi sono i parametri che la misurazione BIA multifrequenziale consente di rilevare:

  •         BMI – Indice di massa corporea
  •         WHR – Rischio di malattie cardiache
  •         TBW – Acqua totale
  •         ICW – Acqua intracellulare
  •         ECW – Acqua extracellulare
  •         FAT – Massa grassa
  •         FFM – Massa magra
  •         BCM – Massa metabolicamente attiva
  •         BCMI – Indice di massa cellulare
  •         BMR – Metabolismo basale

Valutazione dell’idratazione

L’analisi bioimpedenziometrica valuta il comportamento idroelettrico intra ed extra-cellulare. Tramite questo test otteniamo una valutazione del soggetto in base ai suoi indici infiammatori, che vengono differenziati come: assenti, ad andamento acuto, ad andamento cronico.

Lo specialista che si avvale di questa analisi può così tener conto dei processi infiammatori cronici di basso grado e degli squilibri idroelettrici e biochimici, causa di alterata attività metabolica cellulare e di resistenza al dimagrimento.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di analisi? Sicuramente la possibilità di stimare il metabolismo basale, le percentuali di massa muscolare e grassa, al fine di adattare allenamento e alimentazione; verificare lo stato di idratazione del corpo: con questo test è possibile rendersi conto di quanto l’andamento del peso non sia costante e l’acqua presente nel corpo possa variarlo di molto.

Inoltre è possibile verificare se un calo ponderale è dovuto effettivamente alla diminuzione della massa grassa in particolare nel caso in cui il calo avvenga in un lasso di tempo stretto. Diete non bilanciate hanno infatti la conseguenza diretta di far variare per prima cosa acqua e  massa proteica producendo disidratazione e sarcopenia.

Performance sportiva

Una buona analisi corporea deve fornire informazioni dettagliate sul livello di forma fisica e sullo stato nutrizionale della persona che si deve allenare. Ogni individuo si adatta in maniera soggettiva all’esercizio fisico e i fattori in grado di influenzare capacità e reazione all’allenamento sono numerosi.

Valutare la composizione corporea prima di preparare programmi di allenamento e durante lo svolgimento di essi è indispensabile per monitorare e correggere in caso di necessità.

 

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