Come scegliere la cura più efficace?

Come scegliere la cura più efficace?

Come si fa a scegliere la cura più efficace per risolvere un disturbo? Che cosa è il Fitotest e come si effettua? Ti consiglio di dare un’occhiata a questo video del Dott. Manlio Cicoira DO, Osteopata e Fitoterapeuta, che risponderà a queste domande:

La Kinesiologia applicata come integrazione diagnostica

La Kinesiologia applicata costituisce un metodo di integrazione diagnostica in medicina olistica che consente di comparare le informazioni ottenute con la anamnesi, l’indagine clinica, la valutazione degli esami diagnostici e di confermare o confutare le ipotesi sul piano di trattamento e sulla scelta delle terapia.

La Fitoterapia è un metodo elettivo in medicina integrata, laddove sia possibile prescindere dall’uso dei farmaci o sia possibile integrarne la efficacia. Obiettivo della fitoterapia è quello di fornire un supporto chimico biodisponibile all’organismo che sia fruibile al contempo dai grandi sistemi fisiologici e per supportare i problemi specifici della persona.

Una utilizzazione della Kinesiologia per validare l’uso della Fitoterapia è quindi una suggestione interessante che consente di validare le scelte  terapeutiche basate solo sulla indicazione teorica.

Che cosa è il test kinesiologico e a cosa serve?

Il fondatore della kinesiologia applicata è stato il chiropratico George Joseph Goodheart Jr. (Detroit, 18 agosto 1918 – Grosse Pointe, 5 marzo 2008), diplomatosi nel 1939 al National College of Chiropractic. Egli nel 1964 pubblicò sul Digest of Chiropractic Economic, il primo articolo in assoluto relativo alla kinesiologia, all’interno del quale riassumeva i risultati degli studi e delle ricerche da lui compiuti negli anni precedenti.

Dal punto di vista attuativo l’elemento caratterizzante la kinesiologia applicata  è l’utilizzo del test muscolare kinesiologico (o più semplicemente test kinesiologico, da non confondersi con il test muscolare), che consente di valutare, tramite gli aspetti quantitativi e qualitativi della risposta muscolare, le variabili neurofisiologiche della persona esposta a stimoli differenti di tipo strutturale, biochimico, emozionale ed energetico.

Gli studi kinesiologici hanno posto in evidenza l’esistenza di connessioni neurologiche predittive tra funzioni muscolari semplici, organi e sistemi fisiologici. Tramite il test kinesiologico, è possibile cogliere l’espressione globale del sistema corporeo in risposta alla interazione con stimoli fisici e biologici e tracciare un profilo olistico individuale.

Le tecniche utilizzate evocano la attivazione di circuiti neurologici semplici e sono totalmente sicure, non invasive, utilizzabili su chiunque riesca ad interagire direttamente, con l’operatore.

Il sistema diagnostico sviluppato dalla kinesiologia si presta molto bene alla integrazione con altri sistemi diagnostici olistici.

Il test kinesiologico  è spesso erroneamente confuso con il test muscolare. In realtà mentre lo scopo del test muscolare è quello di determinare la maggiore o minore forza di uno specifico muscolo o gruppo muscolare, il test kinesiologico serve a determinare la qualità della risposta selettiva dell’apparato muscolare, e tramite di esso a valutare la risposta del sistema nervoso centrale in risposta alla proposizione di stimoli specifici.

Nella sua modalità classica, il test kinesiologico determina quindi la capacità della persona di mantenere stabile la posizione di un segmento corporeo (arto, pinza pollice-indice, etc.) resistendo ad una forza contraria esercitata dal kinesiologo. A differenza del test muscolare non viene utilizzata una forza massimale, ma viceversa la pressione applicata dal kinesiologo è molto limitata, e non serve a determinare la forza effettiva del muscolo coinvolto. Lo scopo è determinare la capacità del sistema nervoso di controllare in maniera equilibrata l’azione di quel muscolo, offrendo o meno una effettiva stabilità del segmento a fronte della pressione applicata.

Tale risposta (che nel test classico può risultare “stabile” o “non stabile”, ma che in forme più avanzate di test kinesiologico fornisce una gamma ampia di possibili interpretazioni) varia direttamente in funzione del fattore con cui la persona si confronta in quel momento, e consente così fra l’altro di rilevare in tempo reale l’eventuale stress manifestato dalla persona nei confronti di quel fattore specifico, fattore che può essere indifferentemente di tipo fisico – strutturale, biochimico – nutrizionale, emotivo – mentale, o anche puramente energetico.

Kinesiologia e medicina vibrazionale

La kinesiologia presenta affinità con l’approccio della medicina vibrazionale, basata su una visione olistica dell’uomo come entità soggetta a flussi di energia multi frequenziale, la cui struttura molecolare è costituita da una rete di campi energetici organizzata ed alimentata da strutture di energia sottile.

Secondo tale visione è dall’equilibrio o squilibrio di questi livelli sottili di energia che fondamentalmente hanno origine salute e malattia. Nella metodologia della medicina vibrazionale la condizione di malattia viene curata interagendo con i campi di energia sottile.

Qualsiasi vibrazione emessa da persone, sostanze o oggetti, che interferisca negativamente con il campo energetico della persona ricevente, creerà uno squilibrio energetico che potrà essere rilevato per mezzo di un test muscolare.

Uno studio scientifico della Jefferson University, pubblicato su una prestigiosa rivista americana, ha dimostrato la validità dell’uso del test kinesiologico del sistema muscolare come indicatore di una funzione fisiologica alterata.

La interazione con elementi chimici o fisici modifica il campo energetico dell’individuo rendendolo “debole”(disarmonico)  o “forte” (armonico).

Pertanto, se il soggetto è in contatto fisico con una sostanza che lo rende debole, tale sostanza andrà considerata dannosa. Viceversa se è in contatto con una sostanza che incrementa la sua forza, questa andrà considerata utile.

Il Fitotest: che cos’è e come si effettua?

In fitoterapia è possibile avvalersi del test kinesiologico sia a fini diagnostici che terapeutici.

Il Fitotest diagnostico consente di verificare la risposta di fondo del sistema del soggetto, debole/instabile o forte/stabile, e di interrogare l’organismo, tramite fiale preposte, al fine di valutare la funzionalità dei diversi sistemi fisiologici.

Allo stesso tempo il fitotest consente di individuare i rimedi fitoterapici utili a bilanciare un eventuale squilibrio energetico e di scegliere il trattamento più opportuno.

Il test di interreazione consente per associazione ed esclusione di individuare l’estratto o l’insieme di estratti che concorrono a riportare il soggetto ad una risposta fisiologica. Nel test è possibile implementare anche le altre cure che il soggetto sta effettuando per verificarne la sinergia con la kinesiologia.

Il fitotest ripetuto nel corso della cura periodicamente consente di adeguare, modificare, interrompere la assunzione degli integratori nel momento in cui abbiano esaurito il loro ruolo nel riequilibrio fisiologico.

Questa non è ovviamente l’unica modalità di scelta ma può integrare la valutazione effettuata per criteri di indicazione oppure con metodologie bioimpedenziometriche.

A cura del Dott. Manlio Cicoira D.O. MROI – Osteopata e Fitoterapeuta