Osteopatia e cardiopatia

Osteopatia e cardiopatia

Il cuore è un organo fondamentale nel nostro corpo: la sua salute è essenziale per il benessere globale del nostro organismo. Quali sono le malattie che possono comprometterlo? In che modo l’Osteopatia può intervenire? Leggiamolo insieme in questo articolo del dott. Manlio Cicoira DO.

Le malattie del Cuore

Le malattie del Cuore e dei grandi vasi hanno alla loro origine molteplici cause. Tra queste una rilevanza significativa si può attribuire alla modificazione della struttura della parete interna dei vasi sanguigni, che ha relazione con il deposito di sostanze normalmente non presenti all’interno del vaso quali accumuli di materiale lipidi ed aggregati piastrinici, alla modifica del tono muscolare della parete muscolare dei vasi arteriosi, regolata dal sistema nervoso autonomo ortosimpatico, ed a disregolazione del sistema autonomico viscerale che tramite i nervi cardiaci regola la funzionalità automatica del battito cardiaco.

Come agisce l’osteopatia in caso di cardiopatie?

La concomitanza statisticamente significativa tra cardiopatie, patologie dell’apparato respiratorio, dei sistemi sierosi che rivestono cuore e polmoni e alterazioni del complesso integrato di regolazione PNEI, che coinvolge il circuito dello stress e le implicazioni neurologiche, psicologiche, endocrine immunologiche ha nella alterazione della regolazione neurovegetativa uno dei principali effetti somatici.

Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) ha come obiettivo principale il ripristino della regolazione neurovegetativa fisiologica ed esercita una azione terapeutica e preventiva spendibile in modo specifico nelle cardiopatie.

L’azione sui tessuti connettivi ha un ruolo significativo nella normalizzazione delle disfunzioni di motilità e mobilità viscerale degli organi mediastinici (polmoni e relative sierose con sistema tracheo bronchiale, cuore e relative sierose con sistema dei grandi vasi arteropolmonari) e sotto diaframmatici, che hanno influenza sulla funzionalità cardio polmonare (fegato, stomaco, milza, reni).

Nella concezione olistica dell’Osteopatia un rilievo significativo nella regolazione lo esercita in particolare il sistema di regolazione centrale, il sistema nervoso compresa la parte autonomica, dei nervi cranici e midollare.

L’impatto dell’Osteopatia nelle patologie cardiocircolatorie: gli studi

Sono stati effettuati studi scientifici con l’obiettivo di verificare l’impatto biologico dell’Osteopatia Craniale nel trattamento delle patologie cardiocircolatorie e respiratorie, che hanno fornito dati molto interessanti.

In particolare sono stati presi in considerazione pazienti con cardiopatia ischemica provenienti dal reparto di cardiologia e unità coronarica e dalla cardiochirurgia, dopo infarto miocardico o intervento cardiochirurgico di rivascolarizzazione miocardica con by pass aorto-coronarici.

L’introduzione del trattamento di OMT Craniale ha determinato effetti sia a breve che a lungo termine consistenti in miglioramento dei valori della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dello stato di ansia e del tono dell’umore (questionari C.D.A. e S.T.A.I) che è risultato essere nettamente migliore rispetto ai pazienti che hanno svolto solo il programma di riabilitazione standard (attività educazionale e attività fisica). Nei pazienti provenienti dalla cardiochirurgia che hanno subito una sternotomia, è stato osservato inoltre un miglioramento della postura.

Come funziona il Trattamento Manipolativo Osteopatico Craniale

L’OMT Craniale è una tecnica manuale di tipo fasciale, non invasiva che lavora sul Sistema Cranio Sacrale e sul Rilascio Somato Emozionale (SER: rilascio dell’emotività trattenuta nel tessuto, componentistica emotiva nella disfunzione fisica). Il trattamento Osteopatico si integra con tutti gli altri sistemi terapeutici e trattamenti medici e contribuisce a migliorare la qualità dell’outcome dalla fase acuta e soprattutto la qualità di vita dopo l’evento.

L’OMT favorisce l’attivazione dei meccanismi di auto-guarigione del corpo e dato che il sistema Cranio Sacrale è un in stretto rapporto con Sistema Nervoso Centrale (SNC), Sistema Nervoso Autonomo (SNA), sistema muscolo scheletrico, endocrino, cardiocircolatorio, respiratorio e fasciale tale effetto si riscontra a livello di molti sistemi fisiologici.

Cenni sul Sistema Cranio Sacrale

Il Sistema Cranio Sacrale comprende ossa del cranio, meningi (che avvolgono cervello e midollo spinale), liquido cefalo rachidiano (LCR), prime vertebre cervicali, osso sacro e coccige.

Il LCR viene prodotto per filtrazione del plasma dai plessi corioidei, strutture vascolari situate principalmente all’interno dei ventricoli cerebrali in modo intermittente, mentre viene riassorbito a livello delle strutture granulari del Pacchioni situate all’interno del seno sagittale superiore, un grande dispositivo di circolazione venosa situato tra cranio ed encefalo, in parte dello spazio posto tra i due emisferi cerebrali.

La produzione a poussè del liquido associata alla contrazione ritmica della glia, la struttura perinervosa che sostiene il sistema nervoso, determinano una espansione ritmica di alcuni micron percepibile nell’insieme della scatola cranica e propagata tramite i nervi periferici ed il sistema fasciale, in ogni regione del corpo.

Questo ritmo, il ritmo craniosacrale, ha una sua definita frequenza, ampiezza, simmetria e qualità che possono essere valutati con la palpazione e in base ai quali l’Osteopata valuta e interviene sulle disfunzioni craniali e somatiche per facilitare il riequilibrio.

L’OMT Craniale facilita il riequilibrio dell’attività orto/parasimpatica con effetti positivi su ipertensione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, riduzione della motilità intestinale, effetti dell’ipertono vagale quali aritmia cardiaca, contrazione bronchiale, spasmo gastrico ed iperproduzione di succhi gastrici, nausea, spasmo intestinale.

Facilita il drenaggio dei residui catabolici dal sistema nervoso stimolando il ricambio del liquido cefalorachidiano (utile in particolare nell’anziano dove tale ricambio avviene meno frequentemente rispetto alle quattro volte al giorno nel soggetto giovane). Migliora la circolazione sanguigna e linfatica corporea e cerebrale, agevolando il trattamento di vertigini, sincopi, parestesie temporanee, intorpidimento, perdita della memoria, ischemia cerebrale ed esiti di TIA stabilizzati, dovuti a un diminuito apporto sanguigno cerebrale. A livello respiratorio aiuta a ridurre la congestione polmonare, è utile nel trattamento di asma bronchiale e pleurite.

L’OMT in cardiologia costituisce una risorsa efficace da utilizzare in modo competente nel rispetto delle red flags (fattori di rischio gravi), in contesti clinici stabilizzati.

Sono in corso nuove ricerche interessanti sugli effetti dell’OMT nelle cardiopatie congenite operate in ambito pediatrico.

Dott. Manlio Cicoira DO

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