Il trattamento del dolore pelvico cronico in Osteopatia

Che cosa è il dolore pelvico cronico e come si manifesta? In questo articolo del dott. Manlio Cicoira DO ci viene spiegato in che modo l’Osteopatia può contribuire a trattare questo disturbo. Leggilo con noi!

Cos’è il dolore pelvico cronico e come si manifesta?

Il Chronic Pelvic Pain (CPP) o Dolore pelvico cronico può essere definito come un dolore persistente o ricorrente della pelvi che può coinvolgere l’area genitale, il pavimento pelvico ed estendersi al basso addome anche all’esterno della pelvi stessa. Alla origine di questa condizione possono esserci svariate problematiche, di tipo muscolo scheletrico, viscerale, urologico, ginecologico, oltre a patologie generali e sistemiche.

In particolare le disfunzioni e patologie dell’apparato urogenitale date le sue correlazioni anatomiche (fascia e legamenti con le strutture scheletriche adiacenti) e innervative con le strutture ed i tessuti della pelvi, hanno una incidenza statistica significativa nel determinare il dolore pelvico cronico.

L’integrità di queste correlazioni svolge inoltre il prezioso ruolo di assicurare stabilità ed equilibrio posizionale nella pelvi il che costituisce il presupposto per una funzione motoria ed una postura fisiologiche.

I sintomi del dolore pelvico possono variare da dolore e crampi nel basso addome, nella parte bassa della schiena, nel bacino, muscoli del pavimento pelvico e gambe.

L’utero è collegato alle ossa del bacino ed all’osso sacro tramite fascia e legamenti, le ovaie sono collegate al bacino ed alla colonna tramite fascia e legamenti e l’innervazione per entrambi questi organi si diparte da queste stesse vertebre lombari e dall’osso sacro. Il controllo ormonale è disciplinato dalla ghiandola pituitaria nel cervello.

La maggior incidenza nel sesso femminile è da ricondursi oltre ai cambiamenti ormonali ciclici, a quelli biomeccanici legati alla gravidanza e soprattutto alla persistenza delle anomalie dell’assetto posturale secondarie, allo stress psicosociale, che nella donna ha come bersaglio principale l’apparato urogenitale, ed ai diversi cambiamenti della biochimica tessutale che intervengono durante la menopausa.

Parliamo di un problema comune che riguarda sia le donne, di cui ne soffre circa il 5%, che gli uomini, coinvolti con minore incidenza.

Cosa può fare l’osteopatia per il dolore pelvico cronico?

Il trattamento manipolativo osteopatico (detto OMT) costituisce un approccio di riferimento per la sua specificità di azione in questo ambito.

La peculiarità dell’Osteopatia è quella di relazionarsi alle disfunzioni con un approccio basato sulla conoscenza delle interrelazioni tra struttura e funzione, e sulla ricerca attenta delle disfunzioni primarie alla base delle alterazioni riscontrate.

In particolare l’approccio osteopatico consente di rivolgersi alla gestione del dolore cronico e del disagio con metodologie non aggressive e mirate al ripristino dell’equilibrio psicofisico.

L’Osteopatia può agire in modo efficace in molti in casi di dolore pelvico di varia natura (ormonale, traumatica, posturale etc.…) e di problemi d’incontinenza vescicale, agendo:

  • Sui tessuti molli, manipolando e mobilizzando il bacino per renderlo biomeccanicamente più funzionale.
  • Sui tessuti molli, manipolando e mobilizzando il tratto lombare, il sacro e l’articolazione sacroiliaca.
  • Sui visceri pelvici (utero, ovaie, vescica, prostata, intestino tenue, colon, sigma).

Sono inoltre molto utili tecniche fasciali per:

  • Il rilassamento dei muscoli e dei tessuti del pavimento pelvico in presenza di spasmo e retrazione, migliorando così il controllo muscolare della zona.
  • Il riequilibrio del coccige, per ripristinare un equilibrio tensionale fisiologico dei muscoli pelvici profondi e per ripristinare la mobilità fisiologica del movimento durale (la meninge esterna che contiene il tessuto nervoso e lo mette in relazione con la struttura del cranio, con il canale vertebrale e con il coccige stesso).

Inoltre sono utili tecniche craniali, per migliorare la funzione della ghiandola pituitaria.

Il trattamento dei tessuti molli è quindi fondamentale per riequilibrare il pavimento pelvico e si effettua in genere tramite tecniche manuali osteopatiche esterne.

Tuttavia, vi sono situazioni specifiche nelle quali sono sono più indicate tecniche interne per risolvere la disfunzione. Tali tecniche possono essere utilizzate per coccige, vescica, uretra e pavimento pelvico. In questo caso i motivi, le tecniche da utilizzare esclusivamente previo consenso saranno discussi in dettaglio con il paziente, il quale sceglierà liberamente come vuole che si proceda. Nelle diverse nazioni in base alla normativa vigente possono esserci limitazioni o preclusioni alla effettuazione di tecniche interne. In ogni caso è indispensabile preventivamente la autorizzazione del paziente.

Nel caso in cui siano presenti importanti alterazioni anatomiche dei tessuti coinvolti il ruolo dell’Osteopata si indirizza alla prevenzione secondaria ed al bilanciamento dei compensi, portando la attenzione sulla gestione percettiva, sul riequilibrio attivo dei diaframmi orizzontali e sulla respirazione guidata. La consapevolezza delle potenzialità infine consente di affrontare aspetti quali il disagio personale e sociale.

Per gestire correttamente il dolore pelvico cronico una risorsa preziosa è costituita dalla medicina integrata, che consente di prendersi cura dell’insieme corpo-mente-spirito che risulta sistematicamente coinvolto in questo tipo di problematica data l’incidenza del disagio psico-sociale, oltre che fisico, ad esso collegato.

È auspicabile quindi in questi casi un lavoro in equipe che oltre all’Osteopata includa Psicologo, Urologo, Ginecologo, e tutti gli altri specialisti necessari per concorrere al recupero dello stato di salute della persona.