Risolvere l’apnea notturna con l’Osteopatia

Risolvere l’apnea notturna con l’Osteopatia

L’apnea notturna è un disturbo della respirazione frequente che può colpire neonati, bambini, giovani, adulti e anziani. Come si manifesta questa sindrome? Quali sono le terapie più efficaci? Leggi con noi questo interessante articolo a firma del dott. Manlio Cicoira DO e scopri in che modo l’Osteopatia può aiutare il tuo problema.

Apnea notturna: come si manifesta

Durante il sonno notturno, soprattutto se dormiamo in posizione supina, la muscolatura della gola si rilassa e così mentre respiriamo il diaframma, abbassandosi per convogliare l’aria dalla trachea ai polmoni, tende ad “aspirare” anche la faringe. Questo meccanismo del tutto fisiologico fa parte del controllo automatico della respirazione e di norma non crea problemi. In chi soffre di apnea notturna questa sorta di “suzione” della faringe è molto più accentuata e può ostacolare la respirazione creando un vero e proprio blocco che in genere dura fino ad una decina di secondi. In questa fase la saturazione di ossigeno del sangue diminuisce ed a livello cerebrale vengono attivati dei messaggi di “sveglia” che portano la persona a uscire dalla fase di sonno profondo – pur senza svegliarsi del tutto – e riprendere il controllo attivo della respirazione.

Tra le cause dell’apnea notturna figura l’obesità: circa il 60% delle apnee notturne è provocato dall’obesità. L’obesità è un fattore predisponente all’OSAS, perché l’accumulo di grasso nella zona della gola restringe lo spazio libero e facilita il “risucchio” della laringe. Contrariamente a quanto si possa pensare, i rischi per la salute collegati alla sindrome delle apnee ostruttive non dipendono dal fatto che per qualche secondo si smette di respirare durante il sonno, perché in realtà non esiste il pericolo di rimanere soffocati.

Quando l’apnea si accompagna al reflusso

Il reflusso gastroesofageo è causato dalla risalta in esofago del contenuto dello stomaco e dei gas prodotti a livello intestinale. L’acido cloridrico prodotto dallo stomaco e la bile che vengono in questo caso a contatto con la mucosa dell’esofago e ne provocano l’infiammazione (esofagite) con possibile insorgenza di sintomi caratteristici, come la pirosi. Con il tempo l’infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell’esofago, sotto forma di erosioni e piccole ulcere e può danneggiare al contempo anche le corde vocali.

Chi soffre di reflusso gastroesofageo cronico, può sviluppare delle lesioni cicatriziali all’interno della gola che bloccano le vie aeree e possono causare l’apnea notturna.

Inoltre asma e allergie possono influenzare l’asma bronchiale, che ha come sintomi caratteristici il broncospasmo e la dispnea espiratoria, può causare apnea al pari di altre patologie respiratorie reattive ad allergeni ambientali ed alimentari. Ostruzioni caratteristiche delle malattie da raffreddamento possono aggravare il quadro di apnea.

Ecco le caratteristiche somatiche che predispongono alle apnee

La apnea notturna può essere facilitata da alcune caratteristiche corporee tra cui: ostruzione nasale, forma della mascella, collo grande, dimensione troppo grande della lingua, tonsille ingrossate, trachea stretta. Lo stile di vita malsano, tra cui il fumo e il consumo di alcool possono causare il rilassamento dei muscoli della gola e ostacolare la respirazione durante il sonno. L’abuso di droga e di stupefacenti può provocare l’apnea centrale nel sonno.

Le persone che soffrono di apnea nel sonno russano; si può russare in modo molto rumoroso, soprattutto in caso di apnea notturna ostruttiva. Tra gli altri sintomi ci sono: sbuffare nel sonno, sonno ansimante, soffocamento, lunghe pause nella respirazione. Quando si soffre di apnea notturna, la quantità di ossigeno che raggiunge il cervello si riduce a causa delle pause nella respirazione. Quindi i sintomi di questo disturbo sono incapacità di concentrarsi, insonnia, riduzione della memoria, stanchezza, sonnolenza di giorno, mal di testa, frequenti sonnellini, irritabilità, cattivo umore, ipertensione, depressione, tachicardia (quando si riprende a respirare), minzione frequente durante la notte, cambiamenti della personalità, russare e respirazione con la bocca, sudorazione notturna, alzarsi spesso per urinare, ansia, incubi, bocca secca al mattino, dimenticanze.

Quali sono i rischi e i danni dell’apnea notturna?

In genere con l’apnea notturna si verifica è un deterioramento progressivo della qualità del sonno, perché a causa dei continui micro-risvegli la persona affetta da OSAS dorme male, e soprattutto non riesce a completare le fasi REM e non REM del sonno, che sono quelle veramente ristoratrici. La conseguenza è una pericolosa sonnolenza diurna che può influire sull’attenzione e sulla vigilanza, e provocare colpi di sonno anche quando si guida. I rischi sono facilmente immaginabili.

Altre conseguenze di un sonno così disturbato e della insufficiente ossigenazione notturna sono possibili deficit mnemonici e scompensi cardiaci. Alla lunga la sindrome delle apnee notturne può abbassare notevolmente la qualità della vita, sia privata che professionale, per questo è bene intervenire in tempo. Di solito chi soffre di OSAS non si accorge del suo problema, e l’unico sintomo può essere il russamento.

In ogni caso, la diagnosi si può effettuare solo dopo che il paziente si sia sottoposto ad un esame specifico che si chiama polisonnografia. Si esegue durante il sonno, naturalmente, grazie ad uno strumento chiamato polisonnigrafo, attaccato al paziente, che ne registra sia l’attività respiratoria che cardiaca e cerebrale.

Innanzitutto è indispensabile effettuare tutti gli esami diagnostici per escludere la presenza di patologie che richiedano un intervento terapeutico specifico. Lo specialista di riferimento per gli approfondimenti diagnostici è lo pneumologo. L’esame strumentale più indicato è la polisonnografia che registra le apnee notturne, permettere di capire il tipo (centrale, ostruttiva o mista), mostra i valori della saturazione di ossigeno nel sangue, rileva l’aritmia. I rischi connessi all’apnea notturna sono piuttosto importanti: la sonnolenza diurna può causare maggior rischio di incidenti alla guida e sul lavoro. Aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come le embolie, pressione alta, infarto, fibrillazione atriale e l’affaticamento del cuore. Deficit di attenzione e di memoria a causa del ridotto apporto di ossigeno al cervello. Impotenza a causa dell’ipossia (carenza di ossigeno) che colpisce le cellule che producono testosterone. Le donne in gravidanza hanno un maggio rischio di sviluppare il diabete gestazionale.

Come curare l’apnea notturna con l’Osteopatia

L’approccio osteopatico consente di verificare e normalizzare i rapporti tra le ossa del cranio e della faccia, incluse ossa nasali, mascellari superiori ed inferiori, migliorare il drenaggio e la circolazione aerea a livello dei seni nasali, mascellari, etmoidali, sfenoidali, migliorar le tensioni peritracheali, cricoidee e laringee, ripristinare la coordinazione respiratoria, la fisiologia occlusale e normalizzare la deglutizione in presenza di deglutizione atipica.

Inoltre l’Osteopatia fornisce un contributo di rilievo nel trattamento degli squilibri neurovegetativi che costituiscono uno dei problemi più significativi nelle apnee notturne.

Esistono inoltre numerosi rimedi fitoterapici in grado di migliorare questo disturbo: Boswellia, Curcuma, Goji, Echinacea, Ginseng Indiano, Ganoderma, Grifola, Mentzelia, Angelica, Melissa, Cardo mariano, Schisandra, Crisantello Americano, Luppolo, Uncaria, Camomilla romana, Verbena sono i principali estratti utili per il trattamento dell’apnea.

Ecco inoltre una lista di abitudini utili a prevenire le apnee:

  • Mangiare con calma, masticando con cura evitando pasti abbondanti, pesanti o troppo tardivi la sera
  • Evitare fumo ed alcolici
  • Mantenere i condotti nasali liberi e aperti la sera prima di andare dormire, ad esempio effettuando suffumigi o inalazioni
  • Privilegiare la posizione laterale nel sonno, che rende più difficile il collasso dei tessuti molli faringei.

In ultima analisi l’approccio osteopatico risulta essere tra i pochi approcci in grado di ripristinare la fisiologia senza l’utilizzo di farmaci e in maniera rispettosa della persona.