Come curare l’ernia del disco e la discopatia

Abbiamo parlato in più occasioni (qui ed anche qui) dei disturbi alla schiena, oggi vogliamo invece affrontare un problema specifico: l’ernia del disco e le discopatie. Se sei curioso di sapere cosa sono e come curarle in modo efficace, continua a leggere questo articolo e troverai tutte le risposte.

Cosa è l’ernia del disco?

Le discopatie, le protrusioni, le ernie discali sono patologie della colonna vertebrale molto diffuse che coinvolgono i dischi intervertebrali, causando spesso un coinvolgimento delle radici nervose che escono dal canale vertebrale situate nelle vicinanze.

Quello che viene definito come ernia del disco è una lesione dell’anello fibroso del disco intervertebrale a motivo della quale il nucleo polposo del disco può incunearsi nella lesione, determinando una sporgenza o bulging, o addirittura fuoriuscire andando a comprimere le radici spinali o sporgendo verso l’interno del canale vertebrale.

Il punto più sollecitato del disco è il forame di coniugazione, formato lateralmente dalle vertebre sovrapposte, o la zona intraforaminale, più centrale. In entrambi i casi, con modalità diverse, un’ernia discale in quest’area può creare un aumento di pressione ed una congestione che coinvolge la radice spinale, e può causare dolore e irradiarsi per tutta la gamba, fino al piede.

Cosa può fare l’osteopatia per l’ernia del disco?

Il trattamento delle ernie del disco è elettivamente di tipo conservativo o, nel caso in cui non si abbiano risultati, chirurgico. Il trattamento manipolativo Osteopatico (detto OMT) si avvale di manovre, manipolazioni e mobilizzazioni per ridurre la pressione che il disco esercita direttamente o indirettamente sulla radice nervosa.

L’osteopatia, grazie all’utilizzo di tecniche specifiche ed appropriate, da una parte aiuta a diminuire la compressione esercitata dal disco, a facilitare il drenaggio della infiammazione provocate dall’ernia, dall’altra agisce sui compensi a distanza che sono la causa o l’effetto dell’ernia. Al termine del riequilibrio la postura risulterà più armonica è fisiologica. Questo porta ad un miglioramento su più livelli: certamente nel breve periodo un’attenuazione dei sintomi motori e del dolore, mentre nel lungo periodo il recupero di una fisiologia della biomeccanica vertebrale ed il conseguente miglioramento della postura del paziente.

Nelle primissime fasi, il trattamento osteopatico favorisce il drenaggio linfatico, migliorando il micro-circolo e favorendo il drenaggio del focolaio di infiammazione e la rimozione del materiale discale espulso grazie a meccanismi di fagocitosi. Il trattamento osteopatico contribuisce alla riduzione del dolore agendo direttamente sulle cause e non sui sintomi, attraverso manovre sui tessuti molli (fasce e muscoli) efficaci e per nulla dolorose. Inoltre, quando lo specialista abbia suggerito l’utilizzo di farmaci in questa fase, il trattamento ne incrementa l’efficacia facilitando la circolazione e consentendo al principio attivo di raggiungere meglio tessuti e muscoli infiammati.

Quando il dolore diminuisce e si recupera la funzionalità un percorso di rieducazione posturale può aiutare a prevenire recidive e sviluppare una mobilità armonica ed equilibrata. La peculiarità del trattamento osteopatico è che prende in carico la persona nella sua interezza per condurla fuori dalla condizione di malattia, occupandosi quindi non tanto dei sintomi in sé quanto del recupero del suo stato di benessere.

Il trattamento chirurgico è riservato solitamente ai pazienti che presentano segni e sintomi che richiedono decompressione urgente o per i quali la gestione prudente non ha avuto esito positivo. Il procedimento svolto più comunemente per il trattamento dell’ernia del disco lombare, è conosciuto come discectomia o micro-discectomia e richiede una piccola incisione (circa 2/3 cm) e richiede una degenza di almeno 48’ore e delle cautele post operatorie. Dopo l’intervento chirurgico, una visita Osteopatica accurata consente di ripristinare una biomeccanica fisiologica ed evitare, così, delle recidive.

Quali sono le possibili cause di un’ernia del disco?

I traumi diretti e più frequentemente i microtraumi ripetuti sono una causa frequente dell’ernia del disco. Qualche volta, una caduta può causare un’ernia del disco. Incidenti d’automobile e cadute da un’altezza importante possono anche creare ernie discali. La maggior parte delle volte le ernie del disco si creano prima dei 30 anni di età e si manifestano solo successivamente.

Non è raro che i pazienti non si ricordino di un vecchio evento traumatico, questo perché la sintomatologia dolorosa può avvenire anche parecchio tempo dopo.

Quali sono i sintomi di un’ernia del disco?

Il sintomo più comune di un’ernia del disco è il dolore, normalmente localizzato alla natica, ma che si può diffondere lungo la parte posteriore della coscia e, alcune volte, anche alla parte esterna del polpaccio, più o meno associato a deficit motori a livello dell’arto inferiore.
Il luogo specifico può variare, e dipende da quale disco è colpito (e, così, da quale radice nervosa è compressa).

Il dolore (e altri sintomi e segni) è causato dalla pressione sulla radice del nervo e, spesso, inizia come un semplice mal di schiena (dolore discale) che raggiunge poi la gamba (dolore radicolare). Quando il dolore si sposta alla gamba, non è raro che il mal di schiena diventi meno severo.
Movimenti semplici, come flessione o estensione, tosse o starnuti, tendono a peggiorare il dolore.

Segni e sintomi possono includere problemi urinari (tanto la ritenzione come l’incontinenza), la perdita della forza della gamba o del piede, anestesia a “sella” (perdita della sensazione dell’area del corpo che sarebbe in contatto con una sella, il perineo), diminuzione del tono dello sfintere rettale e variabile quantità di dolore (estendendosi dal minimo al severo).

Come sempre, una anamnesi accurata e un esame fisico del paziente sono fondamentali.

Le alterazioni della sensibilità, la distribuzione del dolore ed il deficit di forza dipendono dalla radice coinvolta.
Un’ernia del disco al livello L4-L5 può causare ad esempio una diminuzione della forza nella flessione dorsale o del piede e delle dita.

Un’ernia del disco al livello L5-S1 può causare difficoltà di premere il piede verso il basso, e una diminuita sensibilità lungo la sua parte esterna.
In entrambi i casi, si può avvertire dolore quando la gamba viene alzata mentre il paziente è disteso (test di Lasègue).

Nel caso in cui si sospetti un’ernia discale è utile effettuare esami diagnostici (radiografie, risonanza magnetica, elettromiografia e test di velocità di conduzione nervosa) per effettuare una diagnosi di esclusione rispetto ad altre possibili patologie nascoste.

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