Assorbire energia negativa dagli altri: l’Osteopatia ci può aiutare?

Assorbire energia negativa dagli altri: l’Osteopatia ci può aiutare?

Ti capita mai, in presenza di alcune persone, di sentire una atmosfera negativa e di percepire una rapida perdita di energia, come una stanchezza profonda, proprio come se queste la stessero sottraendo?

In questo articolo a firma del dott. Manlio Cicoira, si parla di bioenergetica in relazione proprio a questo aspetto qui. Leggi con noi!

Tutto è Energia

Ormai sappiamo che tutto è energia, grazie a uno dei principali assiomi della scienza. Sappiamo anche che gli esseri umani non sono estranei alle trasformazioni energetiche.

La scienza che studia il comportamento dell’energia negli esseri viventi si chiama Bioenergetica.

Il nostro corpo, che emana un proprio campo energetico, interagisce con il campo energetico degli altri e se non poniamo una attenzione particolare può assorbire l’energia dell’ambiente che ci circonda  come una spugna assorbe l’acqua.

Questa è la ragione per cui ci sono persone che si sentono a disagio con altre e che tendono ad evitarle perché si trovano a sperimentare una miscela di energia ed emozioni negative.

Il corpo umano è molto simile ad una pianta che risucchia e assorbe l’energia necessaria per alimentare lo stato emotivo e può trovare così energia per le cellule, aumentare e catabolizzare la quantità di cortisolo, oltre che alimentare le cellule in base alla necessità emotiva.

 

È così che succede, in presenza degli altri, di cambiare umore e diventare nervosi, stressati, arrabbiati, ansiosi, tristi, ma anche improvvisamente felici, ottimisti e spiritosi.

L’energia può essere però assorbita anche dall’ambiente circostante e il fatto di aver perso il contatto con la natura, nel corso dei secoli pregiudica la possibilità di attingere alla sua forza vitale.

Difendersi dall’energia negativa

Quando trovandoci di fianco a qualcuno iniziamo a provare un forte disagio, possiamo agire in diversi modi per proteggerci:

  • Chiediamoci se la sensazione che proviamo è davvero nostra, o se piuttosto appartiene a chi ci è accanto. Potrebbe anche essere di entrambi. Se l’emozione è di rabbia o di paura, ed è nostra, confrontiamoci delicatamente con la possibile causa. In caso contrario, guardiamoci intorno e cerchiamo di individuare chi la sta generando. Ad esempio, usciti dal cinema dopo aver visto una commedia, ci sentiamo depressi: potremmo avere assorbito l’energia del nostro vicino. I campi energetici, indatti nelle immediate vicinanze si sovrappongono. Lo stesso vale al centro commerciale, o ad un concerto.

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  • Quando possibile, prendiamo le distanze dalla sorgente sospetta, per capire se allontanandoci proviamo sollievo. Non preoccupiamoci di offendere gli altri. In un luogo pubblico siamo liberi di cambiare posto, se non farlo significa accettare una sensazione di depressione imposta da un estraneo!
  • Per qualche minuto cerchiamo la giusta centratura, concentrandoci sul respiro. Questo ci permette di collegarci alla nostra essenza. Inaliamo calma ed espiriamo negatività. Questo aiuta a mantenerci radicati e a purificarci dalla paura o da altre emozioni difficili. Visualizziamo la negatività come una nebbia grigia che si alza dal corpo e la speranza che vi fa ingresso come una luce dorata. Questo può portare a risultati molto rapidi.
  • Emozioni negative come la paura alloggiano spesso nel plesso solare. Posizionare dunque il palmo della mano su questo centro emozionale, inviare pensieri amorevoli così da alleviare la tensione. Questa pratica è molto efficace anche per l’ansia e la depressione di lunga durata, perché rafforza questo centro. Conforta e dona un senso di sicurezza e ottimismo.
  • Proteggersi è molto importante. Un modo efficace è quello di visualizzarsi dentro una luce bianca (o di qualsiasi colore che ci faccia sentire forti). Questa luce la dobbiamo immaginare come uno scudo che tiene fuori ogni negatività o disagio fisico, lasciando però filtrare tutto ciò che è positivo.

Fatto tutto questo, cerchiamo però il più possibile di circondarci di persone e situazioni positive. Trascorriamo il nostro tempo con colleghi e amici che esaltano ciò che c’è di bello nelle cose. Ascoltiamo le persone che parlano e vivono con speranza. Osserviamo la loro fiducia in loro stessi, assaporiamone i discorsi e i gesti.

Speranza e positività sono contagiose e ci faranno stare subito meglio.

Quale contributo può dare l’Osteopatia in questa situazione?

Inserire il paziente in un “campo” che lo renda consapevole di altre possibilità di esistenza omeostatica (fisico, emotivo-mentale, energetico-spirituale).

L’evoluzione didattica, energetica e spirituale dell’Osteopata è un dovere deontologico: il miglioramento dello stato interiore personale è alla base del miglioramento professionale.

Il nostro impegno, prima di tutto, deve essere diretto verso la conoscenza della “casa” (il corpo umano, le sue connessioni ed i suoi funzionamenti). Non si può parlare di energia, di concentrazione, di corpo eterico, di fisica quantistica, di informazione mentale che guarisce, se prima non si conosce la “casa” su cui si lavora.

Il trattamento osteopatico, in particolare l’approccio biodinamico, può a volte essere risolutivo già dalla prima seduta e l’informazione procede a livello subatomico, cellulare, neuronale e quindi cerebellare con modifiche sostanziali della percezione del proprio essere e legato ad una vera e propria riorganizzazione delle connessioni dei circuiti sinaptici.

Il riequilibrio delle informazioni può quindi restituire alla fisiologia il sistema psico emozionale e somato emozionale, ripristinando i meccanismi di produzione delle endorfine che costituiscono il presupposto del benessere. Il sistema, forte del riequilibrio emozionale tenderà poi spontaneamente a mantenere la condizione fisiologica ritrovata.